Il Comune di Nettuno non è stato ammesso alla II fase di selezione del Piano Locale e Urbano di Sviluppo (P.L.U.S.).
"Ennesima occasione persa dall'Amministrazione Comunale - commenta Valerio Scalia, Direttivo PDL di Nettuno. Quei soldi avrebbero fatto molto comodo ai nettunesi considerato che ogni Piano poteva presentare interventi e progetti per un importo compreso tra 5 e 16 milioni di euro e il contributo regionale per la realizzazione del P.L.U.S. poteva arrivare fino al 100%".
"L’avviso pubblico della Giunta Regionale - continua Scalia - s’inquadra nel nuovo Asse V “Sviluppo Urbano e Locale”, introdotto dalla Regione con la proposta di riprogrammazione del POR FESR e finanzia progetti presentati da Comuni con una popolazione uguale o superiore a 25.000 abitanti finalizzati ad aumentare il livello di competitività, attrattività e sostenibilità delle città. Le proposte progettuali dovevano essere redatte in forma di Piano Locale e Urbano di Sviluppo (P.L.U.S.), un documento che racchiude la strategia di recupero dell’area, che può avere un arco temporale di medio–lungo periodo e consiste in un insieme di operazioni integrate finalizzate alla rivitalizzazione economica, sociale e ambientale dei centri urbani attraverso azioni volte a rimuovere i fattori di degrado e a favorire lo sviluppo urbano sostenibile".
"Ciascun P.L.U.S. - conclude Scalia - deve fare riferimento a un’area circoscritta e a una porzione di territorio omogenea in cui sarebbero stati localizzati gli interventi, suddivisi in quattro ambiti tematici:
1) recupero di spazi ed edifici pubblici;
2) inclusione sociale, coesione interna, sviluppo di servizi sociali, turistici e culturali;
3) miglioramento dello stato dell’ambiente, della mobilità e dei trasporti urbani;
4) promozione dell’imprenditorialità e rivitalizzazione del tessuto economico e produttivo".
"Ennesima occasione persa dall'Amministrazione Comunale - commenta Valerio Scalia, Direttivo PDL di Nettuno. Quei soldi avrebbero fatto molto comodo ai nettunesi considerato che ogni Piano poteva presentare interventi e progetti per un importo compreso tra 5 e 16 milioni di euro e il contributo regionale per la realizzazione del P.L.U.S. poteva arrivare fino al 100%".
"L’avviso pubblico della Giunta Regionale - continua Scalia - s’inquadra nel nuovo Asse V “Sviluppo Urbano e Locale”, introdotto dalla Regione con la proposta di riprogrammazione del POR FESR e finanzia progetti presentati da Comuni con una popolazione uguale o superiore a 25.000 abitanti finalizzati ad aumentare il livello di competitività, attrattività e sostenibilità delle città. Le proposte progettuali dovevano essere redatte in forma di Piano Locale e Urbano di Sviluppo (P.L.U.S.), un documento che racchiude la strategia di recupero dell’area, che può avere un arco temporale di medio–lungo periodo e consiste in un insieme di operazioni integrate finalizzate alla rivitalizzazione economica, sociale e ambientale dei centri urbani attraverso azioni volte a rimuovere i fattori di degrado e a favorire lo sviluppo urbano sostenibile".
"Ciascun P.L.U.S. - conclude Scalia - deve fare riferimento a un’area circoscritta e a una porzione di territorio omogenea in cui sarebbero stati localizzati gli interventi, suddivisi in quattro ambiti tematici:
1) recupero di spazi ed edifici pubblici;
2) inclusione sociale, coesione interna, sviluppo di servizi sociali, turistici e culturali;
3) miglioramento dello stato dell’ambiente, della mobilità e dei trasporti urbani;
4) promozione dell’imprenditorialità e rivitalizzazione del tessuto economico e produttivo".

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